Alziamo i calici e brindiamo alla terza edizione di Vinitaly and The City, appena conclusa nello scenario meraviglioso del Parco Archeologico di Sibari. Tre giorni durante i quali la Calabria è stata protagonista in un grande palcoscenico dedicato al vino, all’enogastronomia e alle eccellenze del territorio, confermando quanto la Calabria sia straordinaria per davvero e ha tutte le carte in regola per emergere nel panorama nazionale. L’evento nato dalla collaborazione tra la Regione Calabria e Veronafiere, ha portato il vino fuori dai padiglioni fieristici e lo ha fatto incontrare con la storia, la cultura e le persone: dai semplici appassionati, ai turisti, agli operatori del settore agroalimentare.

Produttori, consorzi, istituzioni, operatori del settore e migliaia di appassionati hanno raccontato i territori attraverso il vino dimostrando che è molto più di un prodotto. In questi tre giorni, infatti, è emersa una filiera sempre più dinamica e orientata alla qualità, capace di valorizzare vitigni autoctoni e produzioni che oggi rappresentano un patrimonio riconosciuto ben oltre i confini regionali.
«Ogni anno meglio, ogni anno più ambizioso: questa è la regione che mi piace, la regione della quale la comunità nazionale si sta rendendo conto, sempre più spesso, di quante eccellenze abbia.» Queste le parole del presidente della Regione Roberto Occhiuto alle quali si sono aggiunte quelle dell’assessore regionale all’ Agricoltura Gianluca Gallo: «La più bella risposta che si può dare al mondo rispetto all’eccellenza della Calabria è mostrarla, farla vivere in tutta la sua stupenda biodiversità culturale e naturale» e a Sibari questa scommessa, fatta tre anni fa, continua a prendere forma in modo quasi naturale: tra gli scavi archeologici, il vino e la storia che si respira tra un bicchiere di rosso Magliocco o di un bianco Pecorello.

Un evento di grande livello, organizzato operativamente da ARSAC che ha svolto il ruolo di cabina di regia, c che ha registrato un’affluenza costante di visitatori. Tra gli stand, infatti, non c’è stato praticamente un momento di pausa: per tutte e tre le giornate il pubblico si è alternato tra degustazioni, masterclass e spettacoli, dall’apertura fino alle ore serali.
Se Sibari ha rappresentato il dialogo tra vino e archeologia, Reggio Calabria sarà il punto d’incontro tra vino e Mediterraneo. Due città, due scenari unici, un unico filo conduttore: raccontare una Calabria sempre più protagonista attraverso le sue eccellenze enologiche, culturali e paesaggistiche. Reggio Calabria è pronta ad accogliere il testimone con un nuovo appuntamento sul lungomare più bello d’Italia. L’8 e il 9 agosto si continuerà a vivere questa esperienza, perché ogni calice racconta una storia e ogni tappa diventa un’occasione per scoprire un volto diverso della Calabria.





















